Discussioni nel Seicento sulla moralizzazione del Teatro

La misoginia sublimata nell’“avversione più retriva avverso le Cantatrici e le Comiche cioè le Attrici, fu molto dibattuta nell’epoca aprosiana ed ebbe un certo qual suo vertice (pur all’interno di un più esteso dibattito contro le licenze erotiche dell’arte, sia essa pittorica e scultorea che rappresentativa e/o teatrale) negli scritti di due personaggi del pari già citati: il Vescovo Lorenzo Azzolini di cui “il Ventimiglia” recuperò questo significativo brano della Satira della Lussuria e quasi contestualmente Domenico Ottonelli che nella “Grillaia” del 1668 fu scritto “Domenico Bonelli” estrapolando Angelico da un suo lavoro un brano dai contenuti tra il tragico e l’erotico e comunque pervaso di misoginia pubblicato entro il Capitolo (o “Grillo”) XXI Delle disgratie accadute à gli Adulteri ed alle Adultere, e perche con tutto ciò si proseguisca l’Adulterare.

Stando all’epistolario dei suoi corrispondenti l’agostiniano intemelio non doveva avere all’epoca molti dati su questo personaggio che neppure risulta ascritto tra i “Fautori dell’Aprosiana” ma che poi Aprosio recuperò elogiativamente in questa sarcina piuttosto interessante sugli onesti diletti di uomini e donne all’interno del già inedito ed ora in gran parte digitalizzato Scudo di Rinaldo II.

Per sua parte Domenico Ottonelli rimediò ad una tardiva amicizia, che lo conquistò, fornendo in pratica alla Biblioteca di Ventimiglia quasi tutti i testi della sua vasta produzione, in particolare moralistica ed antidonnesca ma assai attenta al Teatro ed alla sua moralizzazione: tra queste opere due spiccano in modo particolare in merito al tema degli spettacoli e sono tuttora custodite all’Aprosiana di Ventimiglia, si tratta del Della pericolosa conuersatione con le donne, o poco modeste, o ritirate, o cantatrici, o accademiche, opera del p. Gio. Domenico Ottonelli da Fanano, sacerdote della… – In Fiorenza: Franceschini, Luca & Logi, Alessandro, 1646 (nella quale quasi come un epitaffio in merito alla pericolosità per la morale della donna e soprattutto della donna di Teatro spicca emblematica questa sequenza narrativa) e quindi dell’assai più noto volume Della Christiana moderatione del theatro ricordo primo, detto la qualita delle comedie; per dichiarare, quale sia la lecita a buoni christiani, e quale sia la illecita… – In Fiorenza: Franceschini, Luca & Logi, Alessandro, 1646 di cui qui anche a titolo esemplificativo di uno stato epocale di propone digitalizzata parte di un’ edizione del 1648 (di cui comunque si propone l’intiero schema in cui è strutturata l’opera integralmente multimedializzata e a disposizione -al pari della precedente- degli utenti di “CulturaBarocca” che ne risultino motivatamente interessati per ragioni di studio) = la lunga parte disposta in rete è praticamente da giudicare la quasi totalità del Capo III dell’opera in questione da cui si possono evincere le notazioni forse più interessanti a riguardo delle Comiche od Attrici.

A titolo di chiosa su questi personaggi e su questa annosa polemica concernente il “Mondo dello Spettacolo” pare opportuno rammentare, data la speciale caratteristica di questo sito, che Angelico Aprosio, pur senza enfatizzare il fatto e nemmeno abiurando alla sua misoginia (da rivisitare criticamente comunque, specie contro certi errati e dominanti luoghi comuni) aveva “passione per il Teatro” ma non si astenne, ” anche ” per motivi di sinergia culturale con personaggi come l’Azzolini e l’Ottonelli, dal partecipare alla complessissima ed epocale discussione sulla moralizzazione del Teatro seppur senza produrre argomenti particolarmente nuovi o polemici sulle “Teatranti” quanto semmai soffermandosi (non senza l’esigenza da parte nostra di una doverosa rivisitazione critica in merito ad un vecchio saggio) su qualche osservazione tanto acuta quanto pure decisa contrariamente a quanto già scritto sul delicato tema della castratura e degli “evirati cantori” sia nei Teatri che nelle Cantorie Ecclesiastiche surrogandole appunto con “Evirati Cantori” tema peraltro destinato a riproporsi un secolo dopo all’epoca del grande eviratore cantore Farinelli.

da Cultura-Barocca

Discussioni nel Seicento sulla moralizzazione del Teatroultima modifica: 2019-05-30T09:36:51+02:00da amaini
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