Ripensamenti e segretezze di uno scienziato galileiano

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Alessandro Marchetti (1633-1714), scienziato galileiano, fu autore della tormentata e bellissima traduzione del De Rerum Natura di Lucrezio che, tra ripensamenti e segretezze, venne realizzata con “timore e tremore” come all’epoca soleva dirsi. E l’espressione “timore e tremore”, che si riscontra in Lettere di San Paolo, sia nella Lettera ai Filippesi, 2, 12, che nella Seconda Lettera ai Corinzi, 7, 15, fu variamente ripresa nei secoli. Un lavoro in endecasillabi sciolti pubblicato postumo e solo in Inghilterra (Londra, Giovanni Pickard, 1717), a causa dell’avversione del pontificato per il suo messaggio epicureo.

Incipit della traduzione del De Rerum Natura di Lucrezio, realizzata dal Marchetti

Alessandro Marchetti, che era tra i rappresentanti della Scienza Nuova, fu corrispondente assiduo di Angelico Aprosio, in cui benché Vicario dell’Inquisizione, aveva grande fiducia.

 

Ad Aprosio Marchetti inviò una cospicua corrispondenza, tra cui, in relazione alla Passione di Cristo, il sonetto Nella morte di Nostro Signore Jiesù Christo / Al proprio cuore

 

ed il sonetto Conversione di Peccatore a Dio

Ad onta delle preoccupazioni espresse anche ad Aprosio, il Marchetti non smise di leggere ed anche editare per stralci la sua discussa “Traduzione di Lucrezio”, magari con le dovute cautele, come si legge in questo tomo dell’Arcadia, il celebre sodalizio letterario cui Alessandro Marchetti con il nome pastorale di Alterio Eleo fu ascritto il 16 giugno 1691 e dove nel libro secondo da p. 56 a p. 63 corre la stampa di un Saggio della Traduzione di T. Lucrezio, fatta da Alterio, precisamente in merito alla peste di Atene con cui, tramite il VI libro si chiude il poema latino di Lucrezio.

 

 

da Cultura-Barocca

Ripensamenti e segretezze di uno scienziato galileianoultima modifica: 2019-04-20T11:27:08+02:00da amaini
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