Pittori e poeti genovesi di epoca barocca: cenni


Antiporta del Piola

ANGELICO APROSIO “IL VENTIMIGLIA” fu amante, oltre che delle lettere, anche dell’arte in genere e specificatamente delle arti figurative e pittoriche. Come peraltro attestano varie sue osservazioni su artisti liguri del suo e del secolo precedente come Bernardo Strozzi, il Cambiaso, il Paggi, Bernardo Castello, G. B. Carlone, Giovanni Andrea de’ Ferrari [a titolo di integrazione documentaria si veda qui = IL MECENATE DELL’APROSIANA GIO. NICOLO’ CAVANA PATRIZIO GENOVESE E LA SUA VALENZA INTELLETTUALE:

IL CAVANA NEL 1674 EDITA POSTUME LE VITE DEI PITTORI GENOVESI CON ANTIPORTA DEL PIOLA ED IMPRIMATUR DELL’INQUISITORE SISTO CERCHI.

SI VISUALIZZI QUI LA PREFAZIONE DEL CAVANA, LA VITA DEL SOPRANI DA LUI SCRITTA ED ANCORA IL PROEMIO COMPOSTO DAL SOPRANI STESSO.

SI VEDA POI QUI, ANCORA, LA DIGITALIZZAZIONE INTEGRALE CON RELATIVI INDICI DELL’OPERA DEL SOPRANI LI SCRITTORI DELLA LIGURIA E PARTICOLARMENTE DELLA MARITTIMA].

A prova di ciò, presso il Fondo Aprosio della B.U.G. (Biblioteca Universitaria di Genova) si trovano anche, nel vasto epistolario dei corrispondenti dell’erudito frate agostiniano, varie lettere dei più affermati pittori, liguri e non a lui contemporanei: in particolare non son da dimenticare i legami che strinse con artisti non liguri come il Negri od il Ridolfi).
Fra quelli di ambito genovese meritano di essere segnalati Domenico Piola, il Fiasella, detto il Sarzana (che fu corrispondente epistolare di Aprosio), Luciano Borzone (pure corrispondente epistolare di Aprosio), e Gio. Battista Casoni ed il grande quanto sventurato incisore Giovanni Striglioni di Badalucco (IM).

Ad una lettera di Gio Battista Casoni sono allegati due componimenti in dialetto genovese, con i quali l’agostiniano Fulgenzio Baldani si rivolge al Fiasella che tarda a terminare il suo ritratto:
A ro Segnò Domenego Fiaxella Ecc.mo Depentò
Me moere a fame comenzè in un dì
e puescia m noeve meixi a me finì.
Voi, quanto vorei stà
a finime, FIAXELLA, de retrà?
Sento che respondei:
In pochi meixi te finì to moere
perche’ a te fa morta come to poere:
Ma mi che t ‘ho da dà con l’arte mé
Vera immortalité
D’havei poco ciù tempo e ro d’havei.
Voi me di ben: ma pù haverei piaxei
De presto vaghezame in questa teira
Prima che me s’amorte ra candeira

(“Al signor Domenico Fiasella eccellentissamo pittore. / Mia madre cominciò a farmi un certo giorno / ed in seguito mi compì dopo nove mesi. / Voi Fiasella, quanto tempo volete / impiegare per ritrarmi completamente? / Sento che rispondete: / Tua madre ti finì in pochi mesi / perché ti fece mortale come tuo padre. / Ma io che ho da darti con la mia arte / l’immortalità / ho ben diritto d’aver un po’ più di tempo. / Voi parlate bene, ma avrei più piacere / se presto potessi contemplarmi in questa tela / prima che si spenga la candela).
Altro:
0 ti, che miri, attendi:
Questo è un quadro composto da tre grandi:
Domenego FIAXELLA è ro pittò,
Fre Fulgentio dri versi è l’inventò;
E Francesco PISAN
O ra trascritti de so propria man,
Se te digo boxia
Non me mira mae ciù, vatene via

(Fai attenzione tu che guardi: / questo è un, quadro composto da tre grandi: / Domenico Fiasella è il pittore, / Fra Fulgenzio dei versi è l’inventore: / e Francesco Pasano / li ha trascritti di sua mano. / Se ti dico una bugia / non guardarmi mai più, / vattene via).

da Cultura-Barocca

Pittori e poeti genovesi di epoca barocca: cenniultima modifica: 2019-02-12T17:56:36+01:00da amaini
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