L’abate Girolamo Ghilini, accademista

Su Girolamo Ghilini, cui Aprosio dedicò un capitolo indubbiamento “pepato” quanto significativo già dal titolo ovvero Della Barbarie di Castrar gli Huomini della sua Grillaia oltre che il capitolo XIV del mai pubblicato Scudo di Rinaldo II parecchie notizie bibliografiche si debbono ad Enrico Perotto che scrisse di lui: “Girolamo Ghilini (Monza 19 maggio 1589 – Alessandria 1670) appartenne ad un ramo di una celebre famiglia alessandrina estintosi nel 1689….A Milano si svolsero la sua prima istruzione e gli studi ‘gravi’ iniziali (lettere umane, retorica e filosofia) presso le scuole gesuitiche di Brera. A Parma principiò i corsi universitari di diritto civile e canonico, che però fu costretto ad interrompere per gravi motivi di salute. La guarigione dalla malattia coincise con la morte del padre. Si risolvette pertanto nel 1615 di ammogliarsi con una gentildonna di Alessandria, la cui morte lo indusse ad avviarsi al sacerdozio. Il 17 giugno 1631 celebrò la sua prima messa. Intanto riprese gli studi, conseguendo i dottorati in diritto canonico e in teologia morale. Fu nominato abate dell’Abbazia di San Giacomo in Cantalupo (oggi Cantalupo nel Sannio) nella diocesi di Boiano. Ebbe poi l’incarico di protonotario apostolico. Tornato nella casa paterna di Milano, ricevette dal cardinale Cesare Monti il canonicato e la prebenda dottorale del capitolo di S. Ambrogio. Ma dopo pochi anni cominciò ad avere pressoché stabile dimora in Alessandria, dove Filippo Picinelli nel 1670 lo dice ancor vivente in età di 78 anni.
E’ da ricordare inoltre che fece parte dell’Accademia degli Immobili di Alessandria e di quella degli Incogniti di Venezia“.

da Cultura-Barocca

L’abate Girolamo Ghilini, accademistaultima modifica: 2018-12-04T11:31:43+01:00da amaini
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