Cristina di Svezia e la sua passione per l’alchimia

L’alchimista scopre il fosforo è un dipinto di Joseph Wright of Derby originariamente terminato nel 1771 e poi rimaneggiato nel 1795. Il titolo completo del dipinto è L’alchimista, alla ricerca della pietra filosofale, scopre il fosforo e prega per la buona conclusione della sua operazione, come era usanza degli antichi astrologi alchemici. Si è suggerito che questo quadro si riferisca alla scoperta del fosforo da parte dell’alchimista di Amburgo Hennig Brandt nel 1669. L’uomo, che cercava la pietra filosofale distillando urina di cavallo, una notte vide dall’ampolla in ebollizione uscire un notevole chiarore che illuminò tutta la cantina dove conduceva le proprie ricerche. Per questo motivo volle dare come nome al composto appena scoperto “fosforo”, in greco “portatore di luce”. Fonte: Wikipedia

L’alchimista scopre il fosforo è un dipinto di Joseph Wright of Derby originariamente terminato nel 1771 e poi rimaneggiato nel 1795. Il titolo completo del dipinto è L’alchimista, alla ricerca della pietra filosofale, scopre il fosforo e prega per la buona conclusione della sua operazione, come era usanza degli antichi astrologi alchemici. Si è suggerito che questo quadro si riferisca alla scoperta del fosforo da parte dell’alchimista di Amburgo Hennig Brandt nel 1669. L’uomo, che cercava la pietra filosofale distillando urina di cavallo, una notte vide dall’ampolla in ebollizione uscire un notevole chiarore che illuminò tutta la cantina dove conduceva le proprie ricerche. Per questo motivo volle dare come nome al composto appena scoperto “fosforo”, in greco “portatore di luce”.
Fonte: Wikipedia

Gli anni romani di Cristina di Svezia sono i più ALCHEMICI nella vita della Regina, che fin da giovanissima non aveva nascosto il suo interesse per la “GRANDE SCIENZA” in generale e in dettaglio per la figura, diventata mitica, di NICOLA FLAMEL.
Interi patrimoni Cristina a Roma li spende per la sua Distilleria Alchemica, apprezzata così tanto che intorno ai suoi laboratori transita mezza Europa: Cristina non si cura di procedere su un sentiero ambiguo e palesemente non tiene conto della posizione in merito all’Alchimia della Chiesa di Roma che, pur attraverso il mutare delle interpretazioni e dei secoli, rimandava inevitabilmente alla condanna di questa Scienza Segreta sancita nel lontano XIII secolo dalla Costituzione “Spondent….” una ambigua Extravagans dei tempi della Cattività Avignonese redatta dal Pontefice Giovanni XXII: scienza dannata sì ma nel contempo lasciata nell’ambiguità delle interpretazioni al limite di concedere spazio a diversi giudizi degli interpreti – se “scienza diabolica” o “scienza senza concorso di forze malefiche- come qui si può leggere procedendo dal paragrafo 8 della stessa voce entro il basilare testo digitalizzato della monumentale Bibliotheca Canonica di Padre L. Ferraris.
Comunque sia l’ex Regina di Svezia fa delle sue investigazioni e soprattutto di quelle dei suoi prestigiosi collaboratori una fucina intellettuale di proposte e presunte scoperte: i nomi di chi operano accanto a lei, sppur casualmente, son spesso di enorme prestigio, dal medico danese Ole Borch [pubblicamente elogiato da Angelico Aprosio] al Gesuita Athanasius Kircher [ammirato e citato da Aprosio nella sua Grillaia] dall’agostinano Michelangelo Ricci, allievo di Torricelli [quest’ultimo fu tra l’altro protetto di G. Ciampoli amico di A. Aprosio] all’illustre astronomo Cassini, con il quale Cristina progetta un osservatorio astronomico per il suo giardino; la sua curiosità per l’alchimia come per ogni scienza pare non conoscere limiti risultando altresì attratta da ogni forma di macchina ed esperimentazione nemmeno esclusa quell’esperienza epocale, spesso vittima di tragedie, che va sotto il nome di “Uomo Macchina / Uomini Macchina”.
E’ avida soprattutto di novità, che proiettino verso il futuro e verso esperienze sempre nuove magari enfatizzando la portata delle scoperte: non a caso si rallegrò in maniera persino eccessiva per lei quando anni prima Blaise Pascal le fece recapitare in omaggio la sua macchina calcolatrice [In tale epoca caratterizzata da una straordinaria passione per le MACCHINE un significato importante (sia sotto il profilo delle comunicazioni segrete -quanto mai utili specie in ambito diplomatico e politico) era andato anche contestualmente a creare una vera e propria civiltà delle MACCHINE DI PAROLE , parole cui eran attribuite anche valenze magiche, specie dopo la controversa affermazione della STEGANOGRAFIA DEL TRITEMIO]: ad ulteriore dimostrazione di questa sua varietà di interessi nemmeno è da obliare quanto Hennig Brandt la emozionò giungendo involontariamente nelle sue indagini alchemiche sulla “Pietra Filosofale” alla scoperta del fosforo.

La sua collezione di opere vantava migliaia di titoli, tra i quali le opere di Paracelso, la produzione di Johan Theurneisser e di Andrea Libavius, una collezione personale dell’imperatore Rodolfo II di Boemia, intere parti del PICATRIX e una versione latina del SEFER – HA – RAZIEL, un testo di magia angelica (volumi cui indubbiamente attinse -pur apportande altre novità di rilievo- il filosofo tedesco RUDOLPH GOCKEL: LA CUI OPERA VIENE QUI PROPOSTA DIGITALIZZATA E TRADOTTA).
Per quanto colpita dalla nomea del WORM (WORMIUS) e della sua fama di “MAGO” non si può negare che nel contesto di questo patrimonio libresco il contributo principale che derivò alla biblioteca di Cristina di Svezia da un’opera alchemica che per certi aspetti finì per costituire la Summa del sapere in merito vale a dire il THEATRUM SYMPATHETICUM qui digitalizzato e consultabile in tutti i suoi molteplici aspetti quanto i variegati contributi in merito alla “Forza Universale che ogni cosa dell’ Universo” permeerebbe di sè e che per GRAN PARTE DEI CONTENUTI -SU MOLTEPLICI ARGOMENTI MEDICO/SCIENTIFICI CHE RIMANDANO AL MAGNETISMO UNIVERSALE- PROPOSTI DAGLI INNUMEREVOLI AUTORI IN ESSO ACCOLTI CON LE LORO OPERE, OGGI SPESSO INTROVABILI procedono per buona misura dagli scritti qui del pari digitalizzati da quelli di “GEROLAMO FRACASTORO” A QUELLI DI “SYLVESTER RATTRAY” IN RAPPORTO ALLA “CLASSIFICAZIONE DI SIMPATIA ED ANTIPATIA INTERCORRENTI FRA ANIMALI, VEGETALI E MINERALI CON IL CONCORSO DELLE VARIE ENERGIE PLANETARIE (e nell’ambito di queste riflessioni lascia perplessi il fatto che non vengano menzionati dai ricercatori libri che non potevano non sfuggire agli interessi poliedrici della Regina a partire dai, dannati dalla Chiesa ma pertinenti ai di Lei interessi e quantomeno tuttora coinvolgenti, SCRITTI DI GIORDANO BRUNO, al proibitissimo ZODIACUS VITAE DI MARCELLO PALINGENIO STELLATO e quanto meno agli STUDI SE NON SPECIFICATAMENTE ALLA PANTOLOGIA DEL BURCHELATI senza escludere quella VASTA E POTENTE LETTERATURA SULLA CULTURA DEL SANGUE BENEFICO E/O MALEFICO ALQUANTO NOTA IN AREA CENTRO-NORD EUROPEA E POI CONNESSA VARIAMENTE E TALORA ANCHE IMPROPRIAMENTE ALLA STORIA/LEGGENDA DEL VAMPIRISMO)
L’argomento era molto importante, anche perché CRISTINA era stata colpita dalla morte di CARTESIO: alla cui versione ufficiale (MORTE PER POLMONITE) si accostò una diversa interpretazione di MORTE PER AVVELENAMENTO = la teoria delle “SIMPATE/ANTIPATIE COSMICHE” era infatti strettamente connessa anche al discorso sui VELENI (eran questi i SECOLI DEI VELENI) e CRISTINA DI SVEZIA non ignorava un’opera di THOMAS BARTHOLIN oggi quasi introvabile, dedicata alla storia dell’UNICORNO, ALICORNO MA ANCHE DEI MITICI “CORNI DEI RE DANICI” – cui nel contesto di quello che per alcuni era OCCULTISMO/ASTROLOGIA/MAGIA/STREGONERIA ma che per altri era risultato del MAGNETISMO UNIVERSALE od alternativamente come sopra detto detto “TEORIA DELLE SIMPATIE/ANTIPATIE COSMICHE” erano attribuiti, non senza contrasti di opinione, POTERI TERAPEUTICI TRA CUI QUELLO DI ANTIDOTI CONTRO GLI AVVELENAMENTI e su cui si erano applicati molti più studiosi di quanto si creda compresi i medici italiani ANDREA BACCI e ANDREA MARINI le cui opere son qui digitalizzate: un argomento che peraltro fu ripreso sempre tra ipotesi diverse per tutto il secolo XVII con il contributo – senza però dimenticare quanto ne scrissero nelle loro opere qui proposte da altri illustri medici italiani di tradizione paracelsiana come ZEFIRIELE TOMASO BOVIO e LEONARDO FIORAVANTI di illustri scienziati e pensatori stranieri da JEAN BAPTISTE VAN HELMONT a geniali avventurieri e pirati come SIR KENELM DIGBY, le cui opere son parimenti qui proposte nel contesto anche delle interazioni che la FORZA DELL’UNIVERSO ATTRAVERSO L’INTERFERENZA DELLO ZODIACO AVREBBE ESERCITATO SULLE VARIE PARTI DEL CORPO UMANO, NELL’AMBITO DI UN INTERSCAMBIO CONTINUO TRA MACROCOSMO E MICROCOSMO.

I laboratori dell’EX REGINA DI SVEZIA MARIA CRISTINA oramai detta comunemente la BASILISSA sono gestiti dall’alchimista Antonio Bandiera (invero un modesto un alchimista pratico, Pietro Antonio Bandiera, che gestisce il suo laboratorio e cui, in sede testamentaria, Cristina lascia tutte le attrezzature): qui ella ospita spesso il Marchese di Palombara e Francesco Borri.
Francesco Borri nel contesto di una “leggenda nera” verrà processato dall’Inquisizione e rinchiuso a vita in Castel Sant’Angelo ma comunque il fascino dei luoghi rimase leggendario.

La PORTA MAGICA di Piazza Vittorio a Roma è uno dei pochi monumenti alchemici giunti fino a noi e costituisce uno degli ingressi di Villa Palombara sull’Esquilino, dove il Marchese Massimiliano Palombara riuniva le persone più colte di quei tempi come Cristina di Svezia, Padre “Atanasio” Kircher, l’astronomo Domenico Cassini, il marchese Francesco Maria Santinelli, Giuseppe Francesco Borri, l’abate Domenico Federici ed altri ancora, stando anche alle divagazioni dell’ottocentesco erudito Francesco Girolamo Cancellieri.
La fede cattolica di Cristina risulta indiscutibile seppur alterata da comportamenti spesso ribelli al formalismo liturgico: ciò non toglie per esempio che il Bernini (convinto del suo potere di comunicare con Dio) sul letto di morte, le invia un busto in marmo di Cristo, chiedendo alla regina di pregare per lui.
Negli ultimi giorni di Cristina, nella sua corte entra una certa Giulia, esperta di Alchimia che nel contesto dell’antichissima tradizione oracolare avrebbe la dote particolare di prevedere il futuro.
Cristina se ne innamora e la ribattezza Sibilla.
La prima cosa che Cristina le chiede di indovinare sono i suoi pensieri (cosa che come si legge di seguito sarà poi condannata anche come pratica medica nel contesto del “Mesmerismo” e dalla donna le viene risposto che ha paura di morire: tutto ciò è vero (e probabilmente risaputo) ma a ciò l’ex Regina di Svezia accomuna terrore per invecchiamento e deperimento fisico con una volontà, non estranea alle costumanze epocali, di arrestarne il processo…

da Cultura-Barocca

Cristina di Svezia e la sua passione per l’alchimiaultima modifica: 2018-12-04T11:29:34+01:00da amaini
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