Mademoiselle de Scudéry

Fonte: Wikipedia

Madeleine de Scudéry (Le Havre, 15 ottobre 1607 – Parigi, 2 giugno 1701) è stata una scrittrice francese.

“Saffo” fu il soprannome dato, secondo la moda del tempo, a questa donna di lettere, abituale frequentatrice dell’Hôtel de Rambouillet prima di aprire, nel 1652, un proprio salotto letterario che diede a lungo il tono al Preziosismo, del quale fu una delle più note esponenti.
La maggior parte delle celebrità dell’epoca, Montausier, La Rochefoucauld, Madame de La Fayette, Madame de Sévigné, Conrart, Chapelain, Pomponne e Pellisson onorarono regolarmente le conversazioni erudite ed eleganti dei “sabati di M.lle de Scudéry“.
Sotto il nome del fratello, Georges de Scudéry, che non esitò mai a prendersi la paternità di un gran numero di scritti della sorella, Madeleine fu l’autrice di successo di lunghi romanzi galanti a chiave, spogliati di ogni verosimiglianza storica, nei quali facilmente si riconoscevano i ritratti di personaggi quali Condé, M.me de Longueville, ecc., trasposti nell’antichità insieme con la vita della società mondana contemporanea: “Ibrahim ou l’Illustre Bassa” (4 volumi, 1642); “Artamène ou le Grand Cyrus” (1649-1653), il romanzo più lungo di tutta la letteratura francese (10 volumi); “Clélie, histoire romaine” (10 volumi, 1654-1660); “Almahide ou l’esclave reine” (8 volumi, 1660); “Mathilde d’Aguilar, histoire espagnole” (1667).
Luogo di analisi raffinate della vita interiore dei personaggi, i cui ritratti hanno spesso un rilievo stupefacente, queste opere hanno dato vita a emozioni nuove, come la malinconia, la noia, l’inquietudine e certi sogni che prefigurano Rousseau.
Pubblicati a parte nella “Morale du monde ou Conversations” (10 volumi, 1680-1682), le conversazioni piene di sentimento e di spirito dei suoi personaggi divennero una sorta di manuale della società galante, dando luogo alla voga dei romanzi preziosi che proponevano una visione idealizzata dell’amore e una rappresentazione poeticizzata della società mondana.

 

In Clélie, histoire romaine figura una famosa “Carte de Tendre” alla geografia della galanteria, rasentante l’affettazione, che distolse la corrente del preziosismo dal suo originale modernismo.

Madeleine de Scudéry attribuì all’eroina dell’ “Artamène ou le grand Cyrus“, che ha nome Saffo, giudizi impietosi contro il matrimonio, definito un’istituzione tirannica.

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La Scudéry, del resto, rimase sempre nubile.
Questo romanzo è anche considerato da alcuni critici letterari il primo romanzo moderno nella misura in cui, senza fare l’apologia della sedizione politica, lascia trasparire simpatie, pur senza illusioni, per i Frondisti.
Il personaggio di Saffo attesta per la prima volta la presa di coscienza del fatto che, dopo la Fronda, le donne non avrebbero più avuto il diritto di applicare i loro talenti ai soggetti intellettuali, se non nella sfera privata.
Dopo tutto, il ritiro di Saffo nel regno dei Sarmati – la leggendaria dimora delle Amazzoni – nel decimo volume di Artamène, coincide con il «ritiro» della duchessa de Montpensier.
Con Pellisson, col quale intrattente una relazione di grande fedeltà, ella ha influenzato La Fontaine e Molière, che pure sembra averla messa in ridicolo sotto il nome di «Magdelon», diminutivo di Madeleine’, nelle “Précieuses ridicules“.

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Mademoiselle de Scudéry, che fece parte dell’ “Accademia dei Ricovrati” di Padova, fu la prima donna a ricevere il premio di eloquenza dall’”Académie française”.

da Cultura-Barocca

Mademoiselle de Scudéryultima modifica: 2018-09-21T10:26:12+02:00da amaini
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