L’Aprosiana poco dopo l’Aprosio

Come appare scritto in questo saggio critico le considerazioni gandolfiane sul suo LAVORO ALL’APROSIANA estratte dai Fiori Poetici datano al 1682 e quindi abbastanza presto: sostanzialmente ci dicono che anteriormente al suo allontanamento da Ventimiglia e ad un solo anno dalla morte di Angelico Aprosio egli aveva fornito nuovi scaffali per la biblioteca e che l’aveva arricchita di PARECCHI VOLUMI.
Dati i tempi la cifra già di per sè risulta considerevole ma molto altro il Gandolfo (che non bisogna dimenticare curò sontuosamente le onoranze funebri d’Aprosio nel 1681) dovette ottenere per la dotazione della “LIBRARIA” anche in funzione della sua corrispondenza, continuata sulla linea di quella Aprosiana.

Molto più tardi l’estensore della VOCE dedicata a DOMENICO ANTONIO GANDOLFO (VEDI QUI UN APPROFONDIMENTO MODERNO SUL II BIBLIOTECARIO DELL’INTEMELIA BIBLIOTECA APROSIANA) nelle Notizie degli Arcadi Morti registra altri interventi del Gandolfo a favore del convento ventimigliese, evidentemente posteriori al 1682: cita infatti non solo la finalizzazione dei lavori della “Libraria”, ma anche la conclusione di quelli connessi alla realizzazione del dormitorio e al rifacimento del campanile
Si potrebbe rimanere sorpresi a fronte di simili asserzioni se già l’Aprosio, nelle sue opere, non avesse fatto cenno alla gradualità nell’edificazione del convento come, cioè, di struttura eretta in dipendenza di particolari situazioni economiche, lasciti e donativi: ad esempio, se nulla di particolare egli specifica in merito al Campanile, parlando del Dormitorio Orientale, quindi sul lato verso Bordighera (peraltro strettamente legato ai processi di realizzazione della sede definitiva della “Libraria”) dà l’impressione di riferirsi ad impresa edilizia ancora in fieri e proprio nulla esclude che sia giusta l’osservazione del citato Giovanni Carlo Crocchiante, estensore della voce Gandolfo per il volume sugli Arcadi morti, soprattutto tenendo conto del testamento fatto rogare dal giovane Gandolfo a beneficio di parecchi interventi ancora da farsi per il convento agostiniano di Ventimiglia su cui invero le stampe con maggiori dettagli datano dal XIX secolo [a sentire invece il Gandolfo egli avrebbe offerto un contributo all’Aprosio per la Biblioteca ma ne sarebbe stato dissuaso ed invitato a fare semmai un lascito a pro della Chiesa: la divergenza delle notizie non impedisce di pensare che il donativo sia stato fatto magari a vantaggio del cenobio intemelio e che la rifabbrica del campanile sia stato volto ad un suo restauro stante la considerazione dei tanti danni, per carenza di fondi riparati con estrema lentezza, risalenti al grave terremoto del 1564 che squassò Ventimiglia e poi col tempo aggravatisi].

Una cosa è abbastanza certa, in assenza di un catalogo mai steso dall’agostiniano su quanto effettivamente curò di fare per l’Aprosiana, e che, sebbene non riuscì a realizzare la così detta ACCADEMIA DEGLI OSCURI progettata ma mai finalizzata per le sue assenze, dovute a crescenti impegni religiosi, tuttavia sempre si adoperò perchè alla “Libraria” intemelia giungessero libri di vari studiosi come si evince dalla sua corrispondenza.

Nuovi tempi stavano peraltro andando a surrogare l’iridescente mondo dell’Aprosio, tempi in cui sempre maggiore era l’attenzione per il rigore scientifico e filologico: ed anche nel contesto delle scienze naturali molto stava evolvendosi in direzione di un sempre maggiore adeguamento ai postulati della scienza nuova cui già l’Aprosio si era accostato ma con qualche remora.
Le nuove conquiste paiono ormai inoppugnabili e contestualmente ad esse si assiste ad una depressione di antiche credenze come quelle sulla stregoneria e sulle sue risultanze “scientifiche” con il consequenziale accadimento dell’abbandono di crediti e quindi di pubblicazioni connesse alla medicina alternativa in nome della ormai trionfante medicina ufficiale: ciò spiega come dai tempi del Gandolfo all’Aprosiana pervengano pubblicazioni di carattere medico ufficiale e scemi sempre più l’interesse, che pure Aprosio ostentò, per opere connesse per esempio alla medicina simpatica e/o simpatetica con il graduale abbandono dell’acquisizione di pubblicazioni ancora ai tempi aprosiani piuttosto agognate (e su cui oggi si va rimeditando) come quelle dei MEDICI EMPIRICI E/O DI TRADIZIONE PARACELSIANA che pure anche in Liguria avevano goduto di lunga e fruttuosa attenzione critica.

da Cultura-Barocca

L’Aprosiana poco dopo l’Aprosioultima modifica: 2018-08-23T09:53:56+02:00da amaini
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